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PROCESSO PRODUTTIVO DELL'AMARONE
In un bicchiere di Amarone della Valpolicella, considerato all’unisono il Re dei vini veronesi, confluiscono sapientemente tradizione e cultura. La vendemmia, effettuata rigorosamente a mano, vede la cernita solo dei grappoli migliori, più spargoli, perfettamente integri e asciutti. Queste piccole “pepite” scure vengono adagiate in plateaux o su ampi graticci e rimangono ad appassire per circa 120 giorni nei tradizionali fruttai, locali ben areati per impedire l’attacco di muffe e ristagni di umidità. Risultato dell’appassimento, oltre all’avvizzimento degli acini, è la perdita di peso dei grappoli fino ad un 30/40%, un aumento della concentrazione degli zuccheri ed un’ innalzamento del grado alcolico. A fine gennaio, inizi di febbraio, si procede alla pigiatura dell’uva ormai disidratata e alla macerazione, a contatto con le bucce, per circa 20/30 giorni. Anche la fermentazione è lenta e permette ai lieviti di trsformare lo zucchero presente negli acini in alcol. Dopo la svinatura, il prodotto passa in vasche di acciaio per la fermentazione malolattica, dopodichè inizia la maturazione del vino, in grandi botti di rovere, che danno un apporto di sensazioni “dolci”, o in legni piccoli, barriques o tonneaux, per aromi più speziati. La maturazione si completa poi con l’affinamento in bottiglia. Il tutto dà vita ad un vino corposo, dalla notevole carica alcolica, di gran sapore, vellutato e dal profumo speziato di amarene e lamponi.
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